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Posts Tagged ‘Pier Luigi Ighina’


Se fosse ancora in vita non ci crederebbe nemmeno lui, Pier Luigi Ighina
(1908- 2004), l’ uomo delle nuvole, il mito che persiste dopo anni dalla sua scomparsa, il Genio considerato bislacco con idee che si rivelano azzeccate 30 anni dopo.
Ighina sara’ raccontato addirittura alla Biennale di Venezia!!
Nella presentazione di una giovane artista milanese,Valentina Ornaghi, che ne fara’ una descrizione mentre andranno in onda spezzoni del documentario
“Cloud Man” a lui dedicato , nel contesto della mostra
“ Museo dell’ arte contemporanea in esilio” presso il padiglione spagnolo ai Giardini della Biennale, il  workshop si svolgerà in due giornate, il 28 e il 29 ottobre,con l’esposizione di opere, marchingegni  di svariati autori italiani, fra i quali ci sara’ uno strumento E.R.I.M. da lui inventato e di mia fabbricazione, nella breve dissertazione sul tema che sono felicemente stato invitato a tenere.
Dopo il fortunato evento la mostra si trasformera’ in un museo itinerante, le opere verranno messe in mostra in varie citta’ italiane , dando la possibilita’ a tutti di vedere oltre ad E.R.I.M. Di Ighina, anche molte opere di autori ritenuti al loro tempo”inopportuni”.
Pier Luigi Ighina, quindi, un Profeta sempre meno sconosciuto!

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Premessa: In questo blog spesso si parla di Pier Luigi Ighina, delle sue invenzioni, focalizzando l’ attenzione su quelle che ad oggi sono riuscito  a replicare. Le invenzioni di Ighina non sono testabili con alcuno strumento, in quanto non vanno ad influenzare alcuna energia a livello denso, il campo di applicazioni riguarda l’ etere e le energie sottili,solo persone sensibili oppure opportunamente formate sono in grado di captare queste potenze invisibili. Come molti sanno c’e’ molto di piu’ di quello che sembra, e alcuni riescono a percepire con esattezza quale grande forza si cela fra le forme ed i colori sapientemente predisposti nella realizazione degli strumenti del ricercatore di frontiera, mentre altri, seppur godendo dei benefici,non riescono a raggiungere la necessaria consapevolezza per comprendere da dove questa energia rivitalizzata provenga.  Se su ERIM esiste una relativamente ampia casistica di esperienze dovuta al discreto numero di persone che sta’ testando  lo strumento inventato da Pier Luigi Ighina, lo stesso non si puo’ dire di Elios, anch’esso creato a suo tempo grazie alla scienza del genio imolese. Le istruzioni per l’ uso che divulgo sono il frutto della mia esperienza e di quella di un gruppo  di volenterosi utenti che lo possiedono e che mi informano di alcuni risvolti inediti . I teorici del cactus ed i precursori del nulla non sono invitati, qui si sperimenta. Allora,mettiamo che vi siete procurati un Elios di Ighina…
Per chi ha fretta istruzioni veloci, la pappardella la leggete dopo : Ok, è arrivato Elios, se non lo metto fuori, in veranda o balcone, lo posso portare anche in casa, sopra una mensola di legno vetro, plastica. No metallo, no cemento, no ceramica. Sopra un mobile, sul top della cucina, l’ importante è che prenda la luce del giorno, come una pianta. Che non sia posto vicino a forno a microonde, computer, televisori, telefonino,da questi dispositivi con elettronica sofisticata, non meno di un metro. Posso gia’ mettergli all’ interno una bottiglia di acqua, meglio se tolgo l’ etichetta, va bene di plastica ma in seguito me ne procurero’ una di vetro. Dopo tre giorni, ora piu’ ora meno, tolgo la bottiglia e butto via l’ acqua, metto un altra bottiglia di acqua nuova e la lascio tre giorni, poi butto anche questa. Altra bottiglia, tenendo presente che alla fine dei tre giorni la potro’ bere, naturale o gassata è uguale, dalla fine del ciclo di nove giorni, posso bere l’ acqua passata in Elios, le bottiglie successive possono stazionare anche solo per un ora all’ interno dello strumento. Elios puo’ anche essere usato senza acqua, sara’ meno potente ma sufficientemente efficace ugualmente, contro ogni tipo di energia congesta presente in casa.
Istruzioni piu’ complete: Elios non va’ tenuto per forza all’ aperto, non ho riscontrato mai alcun problema nel tenerlo dentro casa mia , è comunque fatto per lo piu’ di legno, e l’ umidita’ potrebbe rovinarlo, l’ ideale è una veranda, un balcone coperto,oppure l’ interno di una casa, in una stanza luminosa, considerando lo strumento come se fosse una pianta, che deve potere prendere la luce del sole. E’ molto importante invece che non sia appoggiato direttamente su cemento, marmo, ceramica, vanno bene vetro, plastica, legno. Ho visto Elios in una grande stanza da bagno, appoggiato sopra una mensola di legno, in sequenza lungo la parete vi erano poi delle piante, di svariati tipi, e piu’ a destra una grande finestra. Stranamente le piante, invece di tendere verso la finestra e la luce, tiravano meravigliosamente verso Elios! Con grande soddisfazione del propietario e del sottoscritto.  
Energizzare l’ acqua
Le istruzioni “ufficiali” che riguardano Elios, probabilmente stilate al tempo della sua realizazione, sono state “prelevate” in
questo sito, e le potete leggere anche in questa pagina osservando la fascia destra e facendo scorrere verso il basso; viene descritto come posizionare delle bottiglie di acqua dentro ed intorno allo strumento per aumentare il segnale, ma non è chiaro se l’ acqua funge solo da catalizzatore oppure se la si puo’ utilizzare in qualche modo una volta che ha stazionato nei pressi dello strumento. Abbiamo effettuato degli esperimenti e siamo giunti a stabilire che l’acqua posta nell’ Elios inizialmente funge da assorbente per le energie congeste. Quindi va’ eliminata sino a quando l’etere nelle vicinanze non è completamente rivitalizzato. Regolarsi quindi quindi come segue, una volta posizionato lo strumento, mettere all’ interno del cerchio una bottiglia di acqua, massimo da lt. 1,5. Va bene l’ acqua del rubinetto, basta sia potabile. Non stringere eccessivamente il tappo, se avete usato una bottiglia di acqua naturale acquistata svitate il tappo e riavvitatelo non troppo stretto. Dopo tre giorni l’acqua va’ buttata. A me è capitato di assaggiarla ed aveva un sapore metallico. Mettere un altra bottiglia di acqua e buttarla dopo altri tre giorni, all’ assaggio avra’ un leggero, quasi impercettibile sapore metallico. Dalla terza bottiglia in poi l’acqua diventa leggerissima da bere, il sapore buono, al palato un non so che’ di vellutato. Dopo questo periodo si puo’ intuire che l’ etere sara’ rivitalizzato, pulito. L’acqua posta all’ interno di Elios fara’ lo stesso!
Radiazioni nucleari! Una nota importante, nonche’ purtroppo di recente attualita’, riguarda le radiazioni nucleari emanate da Fukushima a causa del terremoto, se andiamo a leggere la descrizione “ufficiale” del’ Elios, questo è rappresentato come un armonizzatore del ritmo della Natura, quando questo è guastato da ogni sorta di inquinamento, chimico , elettromagnetico e persino nucleare.
Non possiedo l’ attrezzatura adatta a misurare eventuali variazioni di radioattivita’ a livello denso nei pressi dello strumento, e inoltre ritengo che non sia cosi’ semplice rilevare l’ effettiva potenza di un energia congesta che si esprime anche a livello sottile, come ipotizzato
qui\’, nel dubbio ,nel periodo in cui non mi fidavo delle rassicurazioni passate dai vari TG, che insistevano a dirci che le radiazioni qui’ non sarebbero arrivate se non in quantita’ blanda e innocua, mi sono premurato di avvisare gli utenti di circondare bene con 7 bottiglie di acqua l’ Elios e di non bere in quel periodo l’ acqua trattata , ritenendo che lo strumento potesse essere sotto pressione a causa di quell’enorme quantita’ di energia radioattiva a livello sottile presente che doveva essere depurata attraverso l’ acqua / catalizzatore. Ora il peggio è (spero) passato, e l’ acqua di Elios è tornata ad essere usata con soddisfazione dagli utenti.
Orbs, energia in movimento
Hanno gia’ provato in tanti a cercare di capire cosa siano gli orbs, queste sfere di luce vaganti che compaiono di tanto in tanto in alcune fotografie particolari, sopratutto dove c’e’ una buona energia. Non è raro infatti trovare questi globi di luce nelle foto dove vi sono gruppi di bambini che giocano e si divertono, concerti all’ aperto, serenita’. Un esperimento è stato quello di fotografare ripetutamente un gruppo di alcuni strumenti in un giardino di campagna, in estate. Piu’ volte si è verificato che nello stesso punto fotografato con vari Elios restassero immortalati anche dei globi luminosi impercettibili alla vista, mentre gli orbs sparivano o si allontanavano quando gli strumenti venivano tolti. La cosa mi ha fatto pensare che gli orbs veri e propri sono quelli che hanno un alone colorato intorno, e che si tratta di sfere di pura, benefica energia e che la storia del riflesso del flash su particelle di polvere sia poco credibile.
Dentro l’ Elios

A due anni dalla prima realizzazione di Elios di esperimenti ne abbiamo fatti parecchi, tanti ne dobbiamo ancora fare. Allora, se l’ acqua diventa buona che succede con il resto? Tutto viene energizzato, armonizzato, ogni sorta di inquinamento annullata a livello sottile.
Tutte le prove che seguono vanno fatte dopo che l’ Elios ha terminato il suo ciclo di rivitalizzazione dell’ etere congesto, quindi nove giorni come descritto sopra.
Abbiamo Elios nelle case pericolosamente vicine ai piloni dell’ alta tensione, dottori omeopati trattano con Elios l’ acqua usata per i preparati omeopatici,farmacisti hanno Elios nel retrobottega, dottori fanno passare le flebo di fisiologica dentro lo strumento prima di utilizzarle,certo non ufficialmente, ma lo fanno, radionici/radioestesisti esperimentano nuove e interessanti applicazioni con il testimone di una pianta all’ interno dell’ Elios, riferendo di un energia che scorre senza limiti di spazio andando a beneficiare l’albero sebbene distante dal luogo di emanazione dello strumento.
Potenziano lo strumento i seguenti abbinamenti:
1)Elios piu’ ERIM (si pone un ERIM sopra Elios, le persone sensibili sentiranno un aumento della energia in maniera notevole)
2)Quarzo purificato piu’ Elios
3)Orgonite piu’ Elios .
Dentro il cerchio dell’ Elios si puo’ inserire (e poi mangiare) la frutta, che si conserva piu’ a lungo, piu’ fresca. Da quello che ho scritto penso si possano intuire molte cose, chi ha orecchie per intendere intenda.
Tre esperti radioestesisti hanno testato, in luoghi diversi Elios, e concordano nel sostenere che l’ampiezza del segnale differisce da un luogo all’ altro, si va da un minimo di 65 metri di raggio d’azione a tre chilometri, in cui lo strumento crea una sorta di invisibile cupola protettiva da ogni sorta di energia congesta a livello sottile.
Altre applicazioni potranno essere scoperte in seguito, anche grazie all’ esperienza di sperimentatori che ora possiedono lo strumento e desiderano scoprirne caratteristiche mai rivelate.

Chi è interessato a testare Elios puo’ acquistarlo scrivendo una email a altrascienza@gmail.com

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In questa pagina , tramite un collegamento a Scribd, potrete scaricare tutto il materiale reperibile in rete relativo ad Ighina. Il portale è gratuito, basta registrarsi e caricare un vostro file libero da copyright da condividere con la comunita’,qualsiasi documento va’ bene, fate del vostro meglio. Dopo avere fatto questo potrete subito scaricare, molto velocemente, tutto il materiale disponibile, entro 24 ore.
Una volta capito il meccanismo scaricare da Scribd è molto comodo.  😉  In breve avrete a disposizione tutta la documentazione relativa ad Ighina.

Cliccate sopra i titoli sottostanti che vi interessano, registratevi a Scribd (garantisco io ) e caricate il primo file

( upload ).
Poi in basso a destra, nella pagina Scribd, trovate una finestrella verde con scritto download, cliccate, vi chiedera’ di scegliere fra’ formato pdf  o txt, selezionate pdf, download, fra’ “apri” il file e “salva” scegliete “salva”.
Attendete qualche minuto che finisca il trasferimento e via. Ora avete il documento sul vostro computer, nella cartella download.
Ricordate, avete tempo 24 ore per scaricare i file che vi interessano da Scribd, poi per fare download vi servira’ un altro file da condividere.

Pier Luigi Ighina. Fiore di G. Marconi
Pier Luigi Ighina.Il seme del calore naturale

Gemma magnetica Marconi

Poltrona magnetica

Ighina, un allegato importantissimo
Ighina, progetto per la macchina della pioggia
Valvola antisismica Ighina- Marconi
I segreti di Marconi
Schema monopolo Ighina
Legenda monopolo


Per quanto riguarda “L’ atomo magnetico”, il libro scritto dallo scienziato imolese Ighina, lo commercializza in rete Unlibro, ma a dire il vero non è mai disponibile. Chi ha difficolta’ a reperirlo mi mandi una mail con la richiesta, lo aiutero’, in cambio dell’ invio del listino prezzi degli strumenti di Ighina. 😳
Un altro libro interessante su questo ricercatore di frontiera,   è :”Pier Luigi Ighina, un profeta sconosciuto” del mio amico del cuore Alberto Tavanti, collaboratore di Ighina per 40 anni.
Lo trovate on line digitando “Il giornale dei misteri” http://www.ilgiornaledeimisteri.it/

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Disegno del disco volante visto e descritto da Ighina 
                                                                                                                                                        L’ incontro fra’ uno studioso italiano e gli occupanti di un disco volante, atterrato a causa di alcune interferenze provocate dagli esperimenti del ricercatore. La descrizione particolareggiata di un uomo che vede con i suoi occhi un nuovo modo di sfruttare l’ energia , le inquietanti correlazioni con la descrizione di un altro famoso testimone di avvistamenti, il  Colonnello Philip J. Corso
, uno dei protagonisti nel famoso UFO crash di Roswell.
L’ UFO di Ighina sarebbe piu’ corretto chiamarlo Magnufo , in quanto di questa astronave lo scienziato avrebbe conosciuto anche la fonte di alimentazione, arrivando a descriverla nel suo libro “La scoperta dell’ atomo magnetico.” Il disegno da lui elaborato, puo’ aiutarci a comprendere meglio l’ immagine che intese trasmettere. A parte le modalita’ con cui sarebbe venuto a conoscenza di queste informazioni, rimane la genialita’ con cui viene descritto un sistema di alimentazione non del tutto impossibile . Ecco il racconto degli avvenimenti come descritto nel libro di Ighina : “ Quando ancora il mio laboratorio era sulla torre Gamberini ad Imola e facevo esperimento di vibrazione di atomi magnetici, una mattina verso le tre i miei strumenti mi segnalarono il passaggio di un disco volante. Aumentata la potenza dei miei canali vidi dopo poco tempo il disco volante abbassarsi e scendere verso il parco delle acque Minerali. Subito a mezzo di una bicicletta mi recai sul luogo e arrivai in tempo a vedere l’ atterraggio del disco volante sul piano del monte Castellaccio. Salii’ sul monte e notai un disco rotondo da cui uscivano tre uomini. Avvicinatomi chiesi in italiano il motivo dell’ atterraggio ma non mi risposero. Lo chiesi in francese ed uno di essi mi rispose. Mi disse che era stato disturbato da campi magnetici e come mai io ero li’ presente. Gli spiegai che la causa del loro atterraggio forzato era certamente la mia perche’ il loro apparecchio era composto di campi magnetici. Essi mi confermarono la cosa. In pochi minuti ci si spiego’ la cause. Da ambo le parti ci si promise che per almeno sette anni non si doveva rivelare il nostro incontro a patto di scambiarci i rispettivi segreti. Cosi’ visitai il disco ed ebbi la spiegazione del suo funzionamento ed a mia volta portai nel mio laboratorio ad Imola due dei tre occupanti il disco sottoponendo loro i miei esperimenti. Solo ora, dopo piu’ di dieci anni posso spiegare come era composto il disco volante. Il disco volante era composto di due dischi di ferro concavi verso il centro cosi’ da formare una conchiglia. Ogni disco era fissato su due perni che avevano la proprieta’ di fare girare i dischi. Ai bordi dei dischi vi erano degli imbuti:quelli superiori erano al contrario di quelli inferiori. Questi imbuti erano larghi in principio e stretti alla fine. Entro il disco stesso, nella parte superiore e nella parte inferiore , vi erano applicati tubi di ferro, e ad essi era avvolto filo di rame. Queste bobine, avvolte al disco, avevano la proprieta’ di formare un campo magnetico di polarita’ positiva o negativa alla superficie del disco , tanto di sopra quanto di sotto. Nel decollo il disco doveva partire sempre orizzontale, e per questo era dotato di quattro sollevatori da terra, di cui i due anteriori erano piu’ alti dei due posteriori, cosi’ da permettere al disco di sollevarsi da terra. Il suo funzionamento era assai ingegnoso: girando il disco superiore a forte velocita’ , gli imbuti applicati attorno facevano lo stesso lavoro dei remi di una barca. Immagazzinavano aria dalla parte piu’ larga e trovando resistenza , facevano spostare il disco dall’ altra parte. Ma la sua velocita’ veniva nuovamente aumentata, perche’ la fuoriuscita dell’ aria dalla parte opposta dell’ imbuto piu’ stretto dava un gettito talmente forte da annullare quasi completamente la resistenza dell’ aria avuta dall’ imbuto ad apertura grande. In questo modo, con pochissimo sforzo si spostava il disco. Questo metodo era chiamato “resistenza spinta”.La velocita’ dei giri impressa a questi dischi e nello stesso tempo agli imbuti, creava intorno al disco stesso una specie di corridoio vuoto e il disco poteva spostarsi senza trovare resistenza nell’ aria. Ioltre, se i due dischi giravano sempre in senso opposto e alla stessa velocita’, il disco rimaneva orizzontale e a una certa velocita’poteva rimanere immobile nell’ aria. Se invece aumentavano la velocita’ del disco superiore rispetto a quello inferiore, o viceversa, il disco discendeva o saliva. I due dischi potevano avere polarita’ magnetica positiva o negativa a piacimento. Se dovevano salire, applicavano alla superficie esterna dei due dischi polarita’ magnetica negativa, ed interna positiva . Girando, i dischi formavano due tubi esternamente di flusso magnetico negativo, e questo facilitava il compito di allontanarsi dalla Terra, perche’ il tubo di flusso magnetico direzionato verso terra , otteneva una repulsione e quindi una spinta verso l’ alto, dato che la Terra ha una polarita’ magnetica negativa rispetto all’ aria. Il tubo magnetico negativo prodotto dal disco superiore a direzione verso l’ alto, otteneva tale attrazione perche’, essendo l’ aria di origine positiva magnetica, il disco stesso veniva attratto. In questo modo poteva ottenere velocita’ intorno ai 5000 km , adoperando un motore che poteva essere usato dagli stessi campi magnetici. L’ inizio dell’ avviamento di questo disco, veniva azionato con batteria accumulatori al nichel cromo. L’ iconveniente di questo disco era appunto la sua alta velocita’ , che creava lo scioglimento degli imbuti per il forte attrito che incontrava ell’ aria. Era pero’ in quel tempo lo studio del suo perfezionamento, e se riuscivano a superare l’ inconveniente, potevano superare la velocita’ di 8000 km orari. Per la discesa avveniva il contrario, il disco esternamente si trasformava in polarita’ positiva, ottenendo l’ attrazione dalla Terra, e la repulsione dell’ aria. Questo serviva per allontanarsi o avvicinarsi con rapidissima velocita’. Poteva avere anche polarita’ magnetica positiva al disco superiore e polarita’ negativa al disco inferiore, e viceversa. Considerata la data di pubblicazione di questo libro, il 1960, e le dichiarazioni di Ighina, che sostiene di avere mantenuto il segreto per 10 anni, si puo’ ritenere che gli avvenimenti narrati possano essere datati negli anni ‘ 50. In quegli stessi anni, dall’ altra parte del mondo, accadeva Roswell, e cioe’ il caso piu’ eclatante di contatto con un disco volante della storia. Roswell è una localita’ del Nuovo Messico resa famosa dal presunto schianto di un UFO nel luglio del 1947, dove si sarebbero recuperati materiali extraterrestri , tra cui cadaveri alieni, da parte di militari statunitensi. Il primo comunicato stampa della base aerea di Roswell, emanato sull’ onda dell’ emozione dell’ accaduto l’ 8 luglio del 1947,parlava proprio di un “disco volante”. La dichiarazione ufficiale delle autorita’ statunitensi fu’ in seguito modificata sostenendo che si trattava di un pallone sonda. Uno dei protagonisti di quell’ avvenimento è stato il Colonnello Philip J.Corso, che in seguito racconto’ la sua esperienza nel libro “Il giorno dopo Roswell” pubblicato solo nel 1997, in cui rivela e descrive fra le altre cose, anche la struttura del disco volante, con il relativo funzionamento , correllando il racconto con schizzi e disegni qui’ allegati, dove le somiglianze con il disegno del ricercatore italiano Ighina sono abbastaza interes
santi. Il disegno dell’ UFO  descritto da Corso
L’ elettromagnetismo, la spirale avvolta, che ad un certo punto cambia senso di rotazione , creando un campo antigravitazionale le due sezioni separate del disco, con le rotazioni contrapposte, i sensi di rotazione e le polarita’ invertibili alla bisogna , fanno ritenere che il Colonnello Corso abbia visto qualcosa di molto simile al disco di Ighina .


Negli ultimi anni, stiamo assistendo ad una sorta di lenta ma inesorabile forma di “educazione” della popolazione mondiale, dopo i fatti di Roswell le autorita’ politiche e militari di tutte le nazioni del mondo hanno via via rilasciato dichiarazioni sempre piu’ “possibiliste” sull’ esistenza  di esseri molto piu’ avanzati tecnologicamente di noi, salvo poi ritrattare quando le reazioni si facevano via via piu’ accese. Come se anche questi metodi di informazione di massa fossero essi stessi degli esperimeti, prove generali di reazione ecc… Il cinema ha contribuito con la produzione di film adatti allo scopo ed in questi ultimi tempi tutto sembrerebbe pronto per il contatto. In questi giorni è trapelata la notizia della nomina, da parte dell’ ONU , di una sorta di responsabile in caso di un eventuale contatto alieno, l’ astrofisica malaysiana Mazlan Othman. La notizia riportata dalle agenzie di stampa internazionali e da testate giornalistiche come il “New York Post”,  come di consueto , è stata smentita dopo due giorni direttamente dall’ interessata , motivando il dietro front con un “abbaglio” degli organi di informazione.

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In rete è uso e costume accusare “il sistema” di essere la causa di tutti i mali dell’ umanita’. Come una volta si soleva dire “piove, governo ladro” ora è il sistema il nemico giurato che con le sue malefatte ci costringe alla umile e misera vita che altrimenti non ci sarebbe toccata.
Una delle colpe piu’ gravi che viene addebitata a  questo onnipresente “GRANDE FRATELLO”, è quella di insabbiare, nascondere, ostacolare, tacere, le scoperte di tutti i “geni” del mondo, che, senza mezzi ne appoggi, con il solo uso del loro cervello, avrebbero portato a termine esperimenti di tale portata da potere cambiare il mondo.
Cosicchè, se non ci fosse quello stramaledetto sistema, le automobili potrebbero andare ad acqua, (
la cella di Joe), paesi interi potrebbero avere l’ energia elettrica grazie alla rotazione di un disco generante scintille elettrostatiche (macchina testatika della comunita\’ Methernitha in Svizzera), potrebbero essere costruiti degli eterni motori magnetici,( video progetto seg) si potrebbe viaggiare nel tempo (Padre Ernetti ed il cronovisore) si potrebbe avere energia libera per tutti , munendosi solo di un semplice antennino (studi di Nikola Tesla sulla ionosfera).                                         
Ma il sistema ci fotte tutti,
obbligandoci ad affogare in un mare di petrolio. Se questa situazione fosse veramente reale, saremmo proprio messi male, anche perche’ la rete, la comunicazione, cioe’ l’ unica arma che l’ umanita’ potrebbe avere contro il maledetto sistema, è usata male, spuntata. Serve solo a lamentarsi, senza concludere un bel nulla. Nei forum si litiga e discute su questa o quella teoria, quasi nessuno FA’ QUALCOSA.Nei  blog si  denunciano  documenti scomparsi, abusi,sospetti ed ogni sorta di nefandezze, ma nessuno FA’ QUALCOSA,i giornali a levatura nazionale parlano di innovazione, nuove tecnologie, in una maniera cosi’ fredda e distante che sembrano comunicati tecnici della astronave Enterprise prima di una  manovra .
E’ si’ CHE PER FARE QUALCOSA, allo storico genio italico, nulla dovrebbe mancare. Internet è un mezzo adatto ad unire gente volenterosa da ogni dove, un progetto di cui si conoscono solo informazioni sommarie puo’ essere portato a termine grazie alla comunicazione, al passaparola, alla collaborazione. Con una comunita’ di ricercatori che collabora on line, le invenzioni insabbiate “dal sistema” possono essere portate allo scoperto e testate, dopodiche’ il verdetto non potrebbe che essere certo e deciso. Un esperimento nell’ esperimento potrebbe essere il seguente : quella che vedete qui’ sotto è una macchina creata seguendo teorie e studi di Pier Luigi Ighina da Imola, ed  il suo costruttore, probabilmente fu’ Luigi Fanton, uno degli storici collaboratori di Ighina , oggi 82enne , che potete vedere accanto  allo strumento nella foto piu’ piccola.
Questa invenzione è “insabbiata”. 😎

Raccolgo testimonianze che mi hanno riferito come questa macchina fu’ usata 15 anni fa’ per un solo trattamento ad un paraplegico allettato.Il marchingegno fu posto sotto il letto dell’ ammalato. Durante la messa in opera dello strumento , nella casa , con le finestre completamente chiuse (si era in inverno) si avverti’ un leggero venticello,(sensazione  che viene avvertita anche da molti utenti E.R.I.M., lo strumento di Ighina che potete vedere nella fascia destra del blog.) Dopo questo unico trattamento, la fonte indiretta mi riferisce che il paraplegico riusci’ a riprendere ad usare la sedia a rotelle, una bella differenza dallo stare a letto. Lo stesso paraplegico, che tutt’ oggi deambula ancora per mezzo della carrozzina, vuole tentare la ricostruzione della macchina  per potere rifare altri trattamenti. Ce n’e’ abbastanza da tentare di replicarla? O vogliamo sempre e solo parlare? Diamo la colpa al sistema se nessuno fa’ nulla?
Questo post in rete vuole essere un invito, a tutti quelli che sanno, che hanno visto, che vogliono FARE QUALCOSA di utile nella vita. Della macchina bisogna iniziare la ricerca da ZERO, non ne conosco nemmeno il nome, dalle mie precedenti esperienze con gli strumenti ighiniani posso pensare che sia fatta di alluminio, che sia uno strumento in rotazione elettrica, penso anche che sia collegata ad una lampada, ma non so’ se funziona. Ecco,  il bello è  propio questo.Perche’ se non funziona togliamo una balla dalla rete, ma se fa’ qualcosa, oltre al vantaggio che ne potra’ ottenere chi ne ha bisogno , avremo concluso anche l’ esperimento di collaborazione senza precedenti fra’ gente che non si è mai vista in faccia, senza scopo di lucro, ma nell’ interesse comune. Chi vorra’ potrà mantenere l’ anonimato, i risultati , le informazioni verranno divulgate, e rese note a chiunque fosse interessato.TUTTI quelli che sanno possono partecipare. tutti quelli che pensano di potere portare un qualsiasi contributo.Potete postare commenti o scrivere una mail privata a mimmuccio63@tiscali.it.
Metti il verbo fare al posto di lamentare.

Nell’ immagine qui’ in alto Fanton sembra descrivere lo strumento. in quella piu’  in bassso la macchina fa’ da sfondo ad una lampada particolare, erano forse collegate?

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Quando ci specchiamo l’ immagine riflessa non è la stessa che gli altri vedono. Infatti la parte sinistra ci appare destra e viceversa. Lo scienziato di frontiera Pier Luigi Ighina cerco ‘ di dare una spiegazione diversa dalle solite per questo fenomeno, ma Maurizio Costanzo butto’ tutto in ridicolo.Video ( se non lo vedi clicca
qui\’ )
Molte delle scoperte fatte da Ighina 30 o piu’ anni fa’ vengono oggi accreditate a ricercatori stranieri con grande risonanza sulle riviste scientifiche. Potrei citarne almeno tre relative solo all’ anno 2009 dove si è dato molto risalto a ricerche relative alla possibilita’ di ottenere energia elettrica dagli alberi, oppure ad estrarre il fantomatico monopolo magnetico, o anche ad una sorta di nuova energia battezzata “magnetricita’ “.
Niente di insolito per il nostro paese, siamo da sempre abituati ad esiliare i nostri migliori cervelli ,farli passare per pazzi, ridicolarizzarli , per poi accorgerci che nel resto del mondo i loro studi sono fonti inesauribili di ricerche che portano poi ad effettivi avanzamenti del progresso. Mentre da noi il genio di Ighina è rimasto legato al ricordo dell’ “uomo delle nuvole” che faceva piovere a piacimento sul circuito di Imola, esperimenti relativi alle sue “balzane” ricerche sono via via passati di mano sino ad arrivare nei migliori laboratori del mondo,e da li’ ne stiamo leggendo la descrizione in riviste come Scientific American o anche nei nostri piu’ conosciuti quotidiani dove a queste informazioni scientifiche provenienti dall’ estero viene data una risonanza notevole. Invece quando Ighina scriveva delle sue scoperte all’ allora direttore del Il resto del Carlino di Bologna, questi non ne dava cenno nel suo giornale. L’ unico modo che aveva per farsi leggere era quella di far pubblicare a sue spese dei comunicati sul quotidiano. Chiaramente non tutte le scoperte di Ighina sono state gia’ “prelevate” da ricercatori stranieri, ci sono delle invenzioni che, perche’ non comprese, oppure perche’ non ritenute interessanti dal punto di vista dei finanziamenti, sono ancora in uno stato di limbo, potrebbero perdersi definitivamente nel dimenticatoio, oppure potrebbero essere sbloccate da volenterosi ricercatori. E’ vero anche che capire quello che Ighina voleva dire quando spiegava qualcosa non è facile. Perche’ bisogna mettere da parte alcune o tutte le conoscenze assunte e vedere le cose con un altra ottica. Per esempio il caso di cui vi voglio parlare è quello dello studio per uno specchio magnetico. Ighina sosteneva che il Sole induce in errore tutti gli scienziati
. Questo è dimostrabile nello specchio. Come abbiamo accennato quando noi ci specchiamo l’ immagine riflessa ci rimanda la figura di una persona che non è realmente quella che gli altri vedono, in quanto questa immagine è invertita. Infatti, muovendo la mano sinistra noi vedremo nello specchio la nostra persona muovere la mano destra. La riflessione di Ighina su questo apparente dato di fatto, è dovuta alla sua profonda conoscenza del ritmo solare terrestre, che egli ha ereditato da accurati studi effettuati a suo tempo da Guglielmo Marconi. Questo ritmo sarebbe descritto come una energia di carica positiva, di forma a spirale destrorsa,di colore giallo,che dal Sole si dirigerebbe verso la Terra . Qui’, il il nostro pianeta, investito da questa energia spiraleggiante, grazie ad un piccolo sole presente nel suo nucleo, renderebbe in direzione del Sole un energia di segno negativo di forma a spirale sinistrorsa,di colore blu’. Una volta raggiunto il Sole si metterebbe in moto un successivo e poi infinito scambio. Questa pulsazione sarebbe l’ origine di tutto il vivente. Essendo un punto cardine delle teorie di Ighina, su questo bisogna riflettere per provare a comprendere le parole del ricercatore imolese che potrete vedere ed ascoltare nel video allegato. Personalmente, non poco mi piacerebbe girare all’ indietro l’ orologio del tempo e chiedere al grande scienziato lumi riguardo allo specchio piu’ antico, e cioe’ l’ acqua. Questo elemento riflette le immagini quasi come lo specchio, e grandi masse di acqua presentano la colorazione blu’ azzurro perche’ dei sette colori dell’ iride presenti nella luce del sole questo è l’unico che non viene assorbito ma riflesso dall’ acqua . Il nostro pianeta è per lo piu’ ricoperto di acqua (il pianeta azzurro). L’ acqua è elemento essenziale per lo sviluppo della vita. La mia ipotesi è che l’energia spiraleggiante destrorsa positiva del sole, nel suo tragitto incontra la Terra come fa’ con gli altri pianeti, ma sul nostro la presenza dell’elemento acqua potrebbe essere causa della riflessione di questa energia che specchiata diverrebbe sinistrorsa verso la stella. In questo caso, l’ acqua ( e quindi lo specchio), rendono l’ aspetto di una immagine invertita perche’ questa è una legge naturale, che serve a favorire la creazione della vita, in quanto la riflessione dell’energia destrorsa del sole riflessa si trasforma in energia negativa che scaturisce dalla Terra. Quindi l’ acqua, elemento essenziale per la vita in tutti i sensi, anche in quello della riflessione del ritmo magnetico che crea tutto il vivente ? Chiaramente questa non è sicuramente la verita’… potrebbe essere…chissa’….Domenico
Il dipinto che vedete in testa al post si intitola “Chiocciola”è dell’ artista Pietro Barbera che lo ha  gentilmente concesso in uso per questo articolo,sul suo sito potrete ammirare altre  bellissime opere, cliccare      Pietro Barbera

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