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Posts Tagged ‘ELIOS’


Premessa: In questo blog spesso si parla di Pier Luigi Ighina, delle sue invenzioni, focalizzando l’ attenzione su quelle che ad oggi sono riuscito  a replicare. Le invenzioni di Ighina non sono testabili con alcuno strumento, in quanto non vanno ad influenzare alcuna energia a livello denso, il campo di applicazioni riguarda l’ etere e le energie sottili,solo persone sensibili oppure opportunamente formate sono in grado di captare queste potenze invisibili. Come molti sanno c’e’ molto di piu’ di quello che sembra, e alcuni riescono a percepire con esattezza quale grande forza si cela fra le forme ed i colori sapientemente predisposti nella realizazione degli strumenti del ricercatore di frontiera, mentre altri, seppur godendo dei benefici,non riescono a raggiungere la necessaria consapevolezza per comprendere da dove questa energia rivitalizzata provenga.  Se su ERIM esiste una relativamente ampia casistica di esperienze dovuta al discreto numero di persone che sta’ testando  lo strumento inventato da Pier Luigi Ighina, lo stesso non si puo’ dire di Elios, anch’esso creato a suo tempo grazie alla scienza del genio imolese. Le istruzioni per l’ uso che divulgo sono il frutto della mia esperienza e di quella di un gruppo  di volenterosi utenti che lo possiedono e che mi informano di alcuni risvolti inediti . I teorici del cactus ed i precursori del nulla non sono invitati, qui si sperimenta. Allora,mettiamo che vi siete procurati un Elios di Ighina…
Per chi ha fretta istruzioni veloci, la pappardella la leggete dopo : Ok, è arrivato Elios, se non lo metto fuori, in veranda o balcone, lo posso portare anche in casa, sopra una mensola di legno vetro, plastica. No metallo, no cemento, no ceramica. Sopra un mobile, sul top della cucina, l’ importante è che prenda la luce del giorno, come una pianta. Che non sia posto vicino a forno a microonde, computer, televisori, telefonino,da questi dispositivi con elettronica sofisticata, non meno di un metro. Posso gia’ mettergli all’ interno una bottiglia di acqua, meglio se tolgo l’ etichetta, va bene di plastica ma in seguito me ne procurero’ una di vetro. Dopo tre giorni, ora piu’ ora meno, tolgo la bottiglia e butto via l’ acqua, metto un altra bottiglia di acqua nuova e la lascio tre giorni, poi butto anche questa. Altra bottiglia, tenendo presente che alla fine dei tre giorni la potro’ bere, naturale o gassata è uguale, dalla fine del ciclo di nove giorni, posso bere l’ acqua passata in Elios, le bottiglie successive possono stazionare anche solo per un ora all’ interno dello strumento. Elios puo’ anche essere usato senza acqua, sara’ meno potente ma sufficientemente efficace ugualmente, contro ogni tipo di energia congesta presente in casa.
Istruzioni piu’ complete: Elios non va’ tenuto per forza all’ aperto, non ho riscontrato mai alcun problema nel tenerlo dentro casa mia , è comunque fatto per lo piu’ di legno, e l’ umidita’ potrebbe rovinarlo, l’ ideale è una veranda, un balcone coperto,oppure l’ interno di una casa, in una stanza luminosa, considerando lo strumento come se fosse una pianta, che deve potere prendere la luce del sole. E’ molto importante invece che non sia appoggiato direttamente su cemento, marmo, ceramica, vanno bene vetro, plastica, legno. Ho visto Elios in una grande stanza da bagno, appoggiato sopra una mensola di legno, in sequenza lungo la parete vi erano poi delle piante, di svariati tipi, e piu’ a destra una grande finestra. Stranamente le piante, invece di tendere verso la finestra e la luce, tiravano meravigliosamente verso Elios! Con grande soddisfazione del propietario e del sottoscritto.  
Energizzare l’ acqua
Le istruzioni “ufficiali” che riguardano Elios, probabilmente stilate al tempo della sua realizazione, sono state “prelevate” in
questo sito, e le potete leggere anche in questa pagina osservando la fascia destra e facendo scorrere verso il basso; viene descritto come posizionare delle bottiglie di acqua dentro ed intorno allo strumento per aumentare il segnale, ma non è chiaro se l’ acqua funge solo da catalizzatore oppure se la si puo’ utilizzare in qualche modo una volta che ha stazionato nei pressi dello strumento. Abbiamo effettuato degli esperimenti e siamo giunti a stabilire che l’acqua posta nell’ Elios inizialmente funge da assorbente per le energie congeste. Quindi va’ eliminata sino a quando l’etere nelle vicinanze non è completamente rivitalizzato. Regolarsi quindi quindi come segue, una volta posizionato lo strumento, mettere all’ interno del cerchio una bottiglia di acqua, massimo da lt. 1,5. Va bene l’ acqua del rubinetto, basta sia potabile. Non stringere eccessivamente il tappo, se avete usato una bottiglia di acqua naturale acquistata svitate il tappo e riavvitatelo non troppo stretto. Dopo tre giorni l’acqua va’ buttata. A me è capitato di assaggiarla ed aveva un sapore metallico. Mettere un altra bottiglia di acqua e buttarla dopo altri tre giorni, all’ assaggio avra’ un leggero, quasi impercettibile sapore metallico. Dalla terza bottiglia in poi l’acqua diventa leggerissima da bere, il sapore buono, al palato un non so che’ di vellutato. Dopo questo periodo si puo’ intuire che l’ etere sara’ rivitalizzato, pulito. L’acqua posta all’ interno di Elios fara’ lo stesso!
Radiazioni nucleari! Una nota importante, nonche’ purtroppo di recente attualita’, riguarda le radiazioni nucleari emanate da Fukushima a causa del terremoto, se andiamo a leggere la descrizione “ufficiale” del’ Elios, questo è rappresentato come un armonizzatore del ritmo della Natura, quando questo è guastato da ogni sorta di inquinamento, chimico , elettromagnetico e persino nucleare.
Non possiedo l’ attrezzatura adatta a misurare eventuali variazioni di radioattivita’ a livello denso nei pressi dello strumento, e inoltre ritengo che non sia cosi’ semplice rilevare l’ effettiva potenza di un energia congesta che si esprime anche a livello sottile, come ipotizzato
qui\’, nel dubbio ,nel periodo in cui non mi fidavo delle rassicurazioni passate dai vari TG, che insistevano a dirci che le radiazioni qui’ non sarebbero arrivate se non in quantita’ blanda e innocua, mi sono premurato di avvisare gli utenti di circondare bene con 7 bottiglie di acqua l’ Elios e di non bere in quel periodo l’ acqua trattata , ritenendo che lo strumento potesse essere sotto pressione a causa di quell’enorme quantita’ di energia radioattiva a livello sottile presente che doveva essere depurata attraverso l’ acqua / catalizzatore. Ora il peggio è (spero) passato, e l’ acqua di Elios è tornata ad essere usata con soddisfazione dagli utenti.
Orbs, energia in movimento
Hanno gia’ provato in tanti a cercare di capire cosa siano gli orbs, queste sfere di luce vaganti che compaiono di tanto in tanto in alcune fotografie particolari, sopratutto dove c’e’ una buona energia. Non è raro infatti trovare questi globi di luce nelle foto dove vi sono gruppi di bambini che giocano e si divertono, concerti all’ aperto, serenita’. Un esperimento è stato quello di fotografare ripetutamente un gruppo di alcuni strumenti in un giardino di campagna, in estate. Piu’ volte si è verificato che nello stesso punto fotografato con vari Elios restassero immortalati anche dei globi luminosi impercettibili alla vista, mentre gli orbs sparivano o si allontanavano quando gli strumenti venivano tolti. La cosa mi ha fatto pensare che gli orbs veri e propri sono quelli che hanno un alone colorato intorno, e che si tratta di sfere di pura, benefica energia e che la storia del riflesso del flash su particelle di polvere sia poco credibile.
Dentro l’ Elios

A due anni dalla prima realizzazione di Elios di esperimenti ne abbiamo fatti parecchi, tanti ne dobbiamo ancora fare. Allora, se l’ acqua diventa buona che succede con il resto? Tutto viene energizzato, armonizzato, ogni sorta di inquinamento annullata a livello sottile.
Tutte le prove che seguono vanno fatte dopo che l’ Elios ha terminato il suo ciclo di rivitalizzazione dell’ etere congesto, quindi nove giorni come descritto sopra.
Abbiamo Elios nelle case pericolosamente vicine ai piloni dell’ alta tensione, dottori omeopati trattano con Elios l’ acqua usata per i preparati omeopatici,farmacisti hanno Elios nel retrobottega, dottori fanno passare le flebo di fisiologica dentro lo strumento prima di utilizzarle,certo non ufficialmente, ma lo fanno, radionici/radioestesisti esperimentano nuove e interessanti applicazioni con il testimone di una pianta all’ interno dell’ Elios, riferendo di un energia che scorre senza limiti di spazio andando a beneficiare l’albero sebbene distante dal luogo di emanazione dello strumento.
Potenziano lo strumento i seguenti abbinamenti:
1)Elios piu’ ERIM (si pone un ERIM sopra Elios, le persone sensibili sentiranno un aumento della energia in maniera notevole)
2)Quarzo purificato piu’ Elios
3)Orgonite piu’ Elios .
Dentro il cerchio dell’ Elios si puo’ inserire (e poi mangiare) la frutta, che si conserva piu’ a lungo, piu’ fresca. Da quello che ho scritto penso si possano intuire molte cose, chi ha orecchie per intendere intenda.
Tre esperti radioestesisti hanno testato, in luoghi diversi Elios, e concordano nel sostenere che l’ampiezza del segnale differisce da un luogo all’ altro, si va da un minimo di 65 metri di raggio d’azione a tre chilometri, in cui lo strumento crea una sorta di invisibile cupola protettiva da ogni sorta di energia congesta a livello sottile.
Altre applicazioni potranno essere scoperte in seguito, anche grazie all’ esperienza di sperimentatori che ora possiedono lo strumento e desiderano scoprirne caratteristiche mai rivelate.

Chi è interessato a testare Elios puo’ acquistarlo scrivendo una email a altrascienza@gmail.com

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Una qualsiasi macchina fotografica puo’ cogliere ed immortalare immagini che l’ occhio umano normalmente non riesce a vedere.
E cosi’ a volte, riguardando le centinaia di foto che rimangono imprigionate in file per moltissimo tempo prima di essere cestinate, (una buona parte) copiate (qualcuna) stampate (rare) , ci si accorge che in alcuni scatti si sono verificati effetti veramente speciali. Cosi’ vi immaginate la sorpresa del devoto tornato a casa dopo un pellegrinaggio a Medjugore , osservando con una diversa prospettiva questa foto dove le nuvole hanno disegnato nel cielo di Mostar una inequivocabile immagine della Madonna?

E che dire della foto scattata in Vaticano, da un turista francese, la notte di Natale,un angioletto sembra librarsi libero e leggero nell’ aria…..

Queste foto, scattate a volte anche con i moderni cellulari, vengono spesso tacciate di essere dei falsi ritoccati al computer. E cosi’ nel marasma della rete a tutto ed a niente si crede. La faccenda prende pero’ una piega diversa quando l’effetto “straordinario” viene rilevato personalmente. E’ il caso di una foto scattata a Lourdes da persona conosciuta , davanti alla grotta delle apparizioni. Al momento dello scatto  questa che è una signora, ha descritto una scena dove la gente che vedete a destra nella immagine era effettivamente presente, ma dalla parte sinistra non c’era assolutamente nessuno. Nella foto una sagoma, molto luminosa ricorda una immagine gia’ vista in passato….di Papa Giovanni  Paolo II° , nel 1983, quando si reco’ in pellegrinaggio a Lourdes e si inginocchio’ a pregare nella stessa medesima posizione.

Ecco la foto “originale” di quel momento,  la somiglianza è inquietante, o forse un gioco di luci ha creato una situazione cosi’ somigliante?

Ora, sicuramente ci saranno esperti che sapranno dare spiegazioni razionali a tutti questi effetti, ma chi mi dice che abbiano ragione? Un capitolo a parte meritano poi i cosidetti ORB, quelle sfere che sembrano vagare nelle immagini effettuate in alcuni scatti notturni, certi incolori, vaghi, altri luminosi , decisi. Ad occhio nudo questi orb mica si vedono , ma cosa caspita sono? Se andiamo a vedere cosa scrive Wikipedia come al solito ci troveremo davanti all’ asciutto comunicato in stile Cremlino : Gli orb non sono altro che oggetti fuori fuoco, e la loro forma circolare è dovuta ai riflessi del sistema di lenti delle fotocamere .                                                                                                                                                           Di contro ci sono poi ipotesi alternative che li classificano come segue:
ORB, IL FENOMENO

In alcuni casi compaiono nelle fotografie, in fase di sviluppo, delle sfere luminose chiamate ORB. Il fenomeno è riscontrato sia in seguito all’uso di macchine fotografiche tradizionali, sia (e suprattutto) di fotocamere digitali. La natura di queste sfere ci è sconosciuta. Tuttavia, è possibile formulare molte ipotesi.

– Sembra che compaiano più facilmente in seguito all’uso del flash;
– Ma compaiono anche in assenza di flash;
– Possono essere di diversa grandezza;
– Il 90 % delle volte sono di forma circolare (nel restante 10 % sono compresi orb di altre forme, soprattutto ovali);
– In tutti i casi, presentano un bordo brillante;
– Sono più o meno trasparenti;
– Ne troviamo di due tipi: 1) a sfere concentriche (con nucleo) e 2) uniformi di forma non circolare;
– Vengono fotografati soprattutto in luoghi particolari, quali case infestate, cerchi nel grano, cimiteri, etc.;
– In rari casi sono stati anche filmati in movimento (guarda i links qui sotto);
– Quelli concentrici somigliano a diafane diatomee circolari (ovvero alghe unicellulari silicee di dimensioni da 100 a 1000 micron);
– In laboratorio sono stati rilevati nello stesso posto e con le stesse dimensioni pur usando contemporaneamente due differenti macchine fotografiche
– Non si tratta di macchie di polvere sull’obiettivo fotografico, perché anche dopo aver pulito l’obiettivo, continuano a comparire nelle foto;
– Non sono difetti delle fotocamere digitali, perché compaiono anche su pellicola tradizionale e non sembra neppure dipendere dal numero di pixel del sensore perché sono stati fotografati da sensori differenti, che variavano da 3,5 Mpixel a 8 Mpixel;
– Non si tratta né di particelle di polvere in sospensione nell’aria, né di gocce di pioggia, né di insetti illuminati dal flash, poiché sia le gocce d’acqua che gli insetti risultano, nelle foto, in movmento. Gli Orb invece sono fissi nela foto, come se galleggiassero nell’aria;
– Potrebbero essere sfere di plasma energetico che si illumina alla luce del flash, così come accade per l’effetto di luminescenza dato dal neon;
– Entità extra-dimensionali, disincarnate o provenienti da un altro pianeta;
– Oppure, sonde di esplorazione di natura aliena;

Giorgio Pastore

Fonte http://www.croponline.org/orb.htm
Ho effettuato alcuni scatti nella campagna vicino alla mia casa, ed ho verificato che una parte delle sfere apparse nelle immagini sono molto probabilmente da attribuire ad un riflesso, un corpuscolo che impatta la luce del flash. Istintivamente pero’ ho sempre classificato questi effetti come una sorta di energia, allora una sera ho pensato di posizionare degli strumenti che l’ energia la attirano e la ricompongono.
E.R.I.M. ed Elios. Gli scatti che seguono rappresentano solo un piccolo campione delle centinaia di scatti effettuati, dove ho potuto verificare che : posizionando degli strumenti gli ORB aumentavano in maniera considerevole, e rimanevano abbastanza vicini negli scatti successivi

A seconda dello strumento utilizzato l’ ORB assumeva una struttura diversa, nel multicolore Elios di
Pier Luigi Ighina addirittura l’ ORB aveva il contorno con i colori dell’ arcobaleno. Cliccando su questa foto di un campo appena seminato, vi renderete conto della differenza che c’e’, secondo me, fra un vero ORB ed un riflesso. Sulla sinistra della foto, in alto, alcune sfere opache, sopra lo strumento Elios, un vero ORB, incuriosito, attirato dallo strumento costruito seguendo le teorie di Ighina.Nella foto che segue, lo stesso ORB ingrandito. L’ ultima foto,  è stata fatta  posizionando un E.R.I.M. di Ighina, anche in questo caso, dopo alcuni scatti la zona era frequentata da nuove energie………………. Supposizioni, congetture , tempo da perdere ? Forse….oppure voglia di toccare con mano, e di non fare propia l’ idea di altri, senza avere effettuato uno straccio di verifica.
E’ facendo non importa cosa che si diventa non importa chi.
(Remi Gaillard)

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Per capire pienamente questo post consiglio mano a mano che leggete di andarvi a vedere le note a fondo pagina.
1)
Sei sicuro di stare bene? Cosi’ mi disse mio fratello quando gli parlai della cella di Joe. 2)Certo che sto’ bene, prova ad aprire la mente, spazza via i preconcetti e vedrai che questa cosa puo’ essere possibile. 3) Mi guardo’ intensamente, poi scosse la testa , si infilo’ il casco, una botta decisa al pedale d’ accensione della moto, giro’ il mezzo e spari’ in una nuvola di fumo.
4)
La cella di Joe , la cella di Joe. Non ero pazzo, forse lo sono adesso, o lo diventero’ con il tempo, ma quando la cella ad acqua comincio’ a scoppiettare presi a saltellare per la casa gridando EUREKA ! EUREKA ! 5) Con il viso e le mani sporche del sedimendo esploso. In quel momento mi sentivo Alessandro Volta l’ inventore della pila.
6)
Invece l’esperimento si areno’. Prima le difficolta’ a trovare un motore adatto alla prova, poi la mancanza cronica di fondi per portare avanti l’ esperimento, in seguito l’ interesse che si spostava verso altri dispositivi dall’ efficacia piu’ immediata, concorsero a far si’ che la cella rimanesse per mesi in un angolo della veranda, coperta da stracci, con l’ alimentazione che nell’ ultimo inverno non venne mai collegata.
7)
A primavera sembrava morta, con mio grande senso di colpa. Presi una batteria nuova per alimentarla, niente. Non si formavano piu’ le bolle. Eppure l’ acqua, sedimenti sul fondo a parte, era pulita, ed inoltre non puzzava affatto, come era naturale che fosse per un litro di acqua lasciato all’ aperto per due anni. Il fatto che la cella non fosse piu’ funzionante mi confermo’ una cosa letta nel manuale di costruzione : la cella di Joe è energia VIVA. 8 Ad un certo punto mi si accese una lampadina ( vidi proprio materialmente la lampadina che si accendeva sulla mia testa!). Misi a fianco della cella due potenti strumenti inventati da Pier Luigi Ighina , costruiti e commercializzati da me (un po’ di pubblicita’ non fa’ MAI MALE ).9) Dopo quindici minuti cominciarono a riapparire le prime, minuscole, adorate , bollicine di energia. 10)E.R.I.M. Ed Elios avevano in qualche modo unito le loro potenze,inviandole a della cella le avevano fornito l’ imput necessario a riprendersi, riportandola allo stadio vitale che altrimenti non sarebbe mai stato possibile. Trovero’ quei caspita di quattro soldi, un caspita di garage attrezzato, e provero’ a far partire sto’ caspita di motore ad acqua.
Se ne vuoi sapere di piu’ delle mie avventure con la cella, se non sai che caspita è una cella di Joe, insomma, se….clicca qui\’

1)In questo esordio l’ autore vuole spiegare che quando si sparano cacchiate di un certo calibro persino un fratello puo’ benissimo girarti le spalle.
2)Ma Giovanni, il protagonista, non si sente pazzo, come succede SEMPRE a chi lo è veramente, ed ha appena letto un manuale di crescita personale che parla delle sinapsi, prova quindi a buttarla “sul preconcetto”
3) Il fratello usa lo sguardo come uno scanner, e visualizza una situazione in cui lui deve sobbarcarsi le spese della famiglia del povero pazzo, per un attimo vorrebbe dargli una testata, infatti si infila il casco, ma poi la botta la da’ al pedale di accensione. Sembra quasi una parodia, il mezzo si allontana “in una nuvola di fumo”. L’ inquinamento, il petrolio, la cattiveria, l’ ottusita’. Eh Eh Eh, si, mi piace
4) Il protagonista rimane solo con se stesso e le sue idee, ripete inebetito la stessa frase, ad un certo punto la folle lucidita’ , forse la pazzia lo sta’ rincorrendo per le strade della vita, Il ricordo struggente del primo successo lo consola, quei momenti di
gaiezza (MI PIACE METTERE ADESSO QUESTO VOCABOLO INUSUALE)
5)Giovanni è sporco ,si è imbrattato di brutto con quella porcheria che ribolle sopra la cella in elettrolisi, per non fare capire alla moglie /carabiniere che è solo un ebete, si inventa questa fregnaccia del risultato raggiunto.
6)Giovanni accampa una serie incredibile di scuse per giustificare un mezzo fallimento, in effetti testimoni dell’ epoca dichiarano che l’ esperimento era arrivato ad una fase di stallo,la cella che viene ricoperta “di stracci” è la parodia della piccolezza, della poverta’ dell’ animo umano quando si tratta di ammettere colpe ed errori piuttosto ci si arrampica sui vetri. L’ esperimento viene abbandonato per tutto l’ inverno.
7)Qui’ l’ autore del pezzo eccelle in una frase di rottura: “A primavera…” stagione della rinascita per antonomasia “……sembrava morta, con mio grande senso di colpa”.Giovanni tenta di farla riprendere con una batteria nuova ,ma vi ricordate cosa dice il Vangelo? “ Non si mette vino nuovo in otri vecchi… “. L’ acqua, in questo passaggio , rappresenta la speranza, perche’ essa è ancora pulita, “inoltre non puzzava affatto” è senza dubbio la prova che quell’ acqua nella cella sia veramente particolare.
8)In questo punto l’ autore del racconto ci ‘ mostra una scena dove nella mente di Giovanni entra la luce, che, dato il personaggio piuttosto tecnologico, si materializza in una sorta di lampadina, probabilmente a led .L’ autore del post ha una idea fulminante, precisa. Puo’ usare questo episodio per fare pubblicita’ alla sua attivita’di costruttore di strumenti orgonici ed ighiniani. Ci prova, conosce la potenza di questi mezzi e la usa, novello Nettuno fa’ resuscitare l’ acqua con il suo forcone miracoloso.
9) La cella si riprende, non era morta, forse solo assopita dal lungo inverno. Quante analogie in questo passaggio!! Talmente tante che ne nomino solo un paio a casaccio: la fede e la speranza. Le bollicine di energia, rappresentano la “rotondita’”dell’ evento che si innalza verso il cielo, portando la buona novella cola’ dove si conviene.
10)E.R.I.M. Ed Elios, ,i due strumenti costruiti dall’ autore del post, sono strumenti che riportano l’ armonia, il ritmo, risvegliano la vita, proteggono da ogni sorta di inquinamento elettromagnetico, creando una cupola di protezione, riordinando l’ etere, ma per dire queste cose bisogna metterla sul ridere. Per info e acquisti guarda in alto a destra.

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Il medico cura la malattia, ma la natura la guarisce. Anonimo

Una persona speciale ha inventato, qualche anno fa’, alcuni semplici dispositivi rivoluzionari per la cura della salute di tutti gli esseri viventi.
Questi strumenti sfruttano una energia invisibile e non misurabile con i mezzi di normale concezione.
Per questo motivo la scienza non ha mai accettato le sue scoperte. Questo non toglie che, malgrado questo, mano a mano che il tempo scorre, con il passaparola, sempre piu’ persone si interessano alle scoperte di
Pier Luigi Ighina da Imola (1908-2004). Ci sono gruppi di persone che si associano per replicare le sue invenzioni, altri che seguono le sue tracce sui libri di Wilhelm Reich , o all’ ombra delle vicissitudini di Marconi, di cui fu’ un collaboratore.
Perchè tanta gente, in Italia ed anche all’estero, vuole saperne di piu’ dell’ “uomo delle nuvole?” In questo personaggio vi era, ed oserei dire che vi è ancora,a quasi sei anni dalla morte, una energia tale da attirare l’ interesse di chiunque abbia almeno uno spiraglio di apertura mentale. Inoltre alcuni suoi strumenti, una volta replicati liberamente perche’ non protetti da copyright,
innegabilmente provocano dei miglioramenti nello stato di salute di chi vive nel loro raggio di azione. Effetto placebo? Puo’ darsi, anche se non credo in questo meccanismo nei bambini inconsapevoli. Inoltre, per un ricercatore, l’avventura di replicare una scoperta di Ighina, riesce a fare comprendere quale mente sopraffina dovesse avere questo uomo di una umilta’ fuori dal comune.
Niente è lasciato al caso nella struttura delle macchine di Ighina, i materiali, la struttura, i colori, e
persino le intenzioni vengono coinvolte nella fabbricazione di strumenti che spesso sono stati studiati al fine di farne dono all’ umanita’. Il vasto campo di ricerche in cui si viene coinvolti nella replica delle sue  invenzioni è un esperienza che viene ripagata dalla soddisfazione di scoprire conoscenze e teorie scientifiche che spaziano dalla fisica alla radionica ma anche saggi antichissimi contemplati nei piu’ antichi libri kabalistici o nei testi tibetani. Un corretto approccio agli esperimenti con la presa conoscenza del loro esatto significato è prerogativa essenziale per la buona riuscita di strumenti che altrimenti diventano sterili ed inutili soprammobili. Dopo aver replicato ed anche messo a disposizione per la vendita ERIM, parte in questi giorni la mia personale sperimentazione per ELIOS, un altro famoso strumento creato dalla mente di Pier Luigi Ighina.

ELIOS, il nome è tutto un programma, il suo significato infatti è “dono del sole”.Ed  secondo le teorie di Ighina è  propio dallo scambio energetico tra il sole e la terra che si sviluppa l’intera creazione. Lo vedete qui’ in una foto originale, all’interno del cerchio è posta una bottiglia di acqua, che serve a potenziarne la risonanza . I colori dell’ arcobaleno che si intersecano con la spirale sono posti in ottava cromatica, in una contrapposizione fra quelli superiori e quelli inferiori del cerchio non casuale. Una spirale in alluminio percorre il tragitto completando il quadro d’ insieme di uno strumento ispirato sicuramente dalle conoscenze acquisite grazie agli studi effettuati da un altro grande scienziato di cui Ighina segui’ le tracce: Wilhelm Reich con la sua teoria sull’ orgone, questa energia libera e presente nello spazio in quantita’ infinita. Ma in ELIOS sono presenti anche simboli prettamente spirituali con forme e numeri sacri, tali da farlo ritenere anche un prezioso “mandala”, parola che descrive quei colorati mosaici preparati dai monaci tibetani e che in italiano si traduce “cerchio”. In effetti al centro del cerchio viene posta la fonte della vita, l’ acqua, che in questa posizione entra in risonanza con l’ etere . Sette sono i passaggi colorati con i sette colori dell’ arcobaleno, che corrispondono anche ai sette chakra principali. Tre ,altro numero sacro, sono i perni che sorreggono lo strumento. Ecco quali sono le caratteristiche di ELIOS descritte in documenti in rete e che con la sperimentazione andro’, dove possibile, a verificare.
Questa foto è del dispositivo chiamato ELIOS. Esso concentra la massima energia nella cavita’. E’ un dispositivo in grado di distruggere ogni inquinamento tossico, incluse le radiazioni nucleari. Alimenti esposti alla sua azione cambiano completamente perche’ ogni sostanza chimica che dovesse essere stata aggiunta ad essi, viene sciolta dal bilanciamento scaturito dal ritmo ottenuto da un segnale multi onda comprendente un intera ottava di colori. Ogni tipo di materia riceve un certo tipo di beneficio da essa. Questo segnale è un fenomeno stabile, con particelle in rotazione provenienti dal Sole dalle altre stelle, che impattano la Terra, l’ energia viene assorbita e poi riflessa per tornare alla sua origine, generando il fenomeno opposto. Tutto nasce e cresce in questa colonna di particelle di luce, questa energia viaggia a fianco a fianco con la luce. Questo fenomeno è il Ritmo Solare Terrestre, ed è l’ alimentazione del pianeta,un continuo bilanciamento crescente, tutto è in questo fenomeno. Ogni materia ha un suo ritmo da sommare al Ritmo Solare Terrestre. Questo ritmo è l’ unico reale e rappresenta lo stato di tensione della materia. La materia cresce e si evolve da esso. Se si modifica il ritmo con inquinamenti, radiazioni ed altri fenomeni di tipo distruttivo, si distrugge il normale lavoro della Natura. Questo dispositivo concentra il lavoro della Natura localmente e migliora la salute, la vita, l’ambiente. ELIOS non è altro che un risuonatore passivo sintonizzato con la sua forma per risuonare all’ unisono con il segnale armonico proveniente dall’ Universo. E’ costituito da un anello di legno dipinto con sette fori in una forma a ettagono nel suo perimetro interno. Questo anello viene sostenuto da tre gambe disposte a triangolo. In ogni foro viene posto un cilindretto di plastica colorata, ognuno con un diverso colore e posti con un ordine particolare. Il conduttore sinusoidale che si puo’ vedere è fatto di alluminio, ritorto in senso orario, ricordalo. Le due estremita’ finiscono in due fori vicini, una punta verso il cielo, l’ altra verso la terra. Attenzione, il dispositivo va’ posto in terreno aperto,non di cemento, perche’ questo materiale (il cemento ndr) genera uno sfasamento del segnale e distrugge il buon ritmo.Il fenomeno avviene all’ interno del cerchio e lungo il perimetro. Per aumentare l’ ampiezza del segnale si possono mettere delle bottiglie di vetro piene d’ acqua, una all’ interno del cerchio e sei all’ esterno, lungo il perimetro. Dopo qualche giorno basta osservare l’ ambiente, tutto cambia! Vi è una esplosione di vita! Accade ognuna delle cose che vi ho descritto, come e quando succede dipende dal tempo e dall’ ampiezza del segnale. Il dispositivo ha bisogno della luce del sole per lavorare meglio ……
Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.
” Albert Einstein Leggi i commenti.

L’ originale di questo tratto di testo in blu’ lo trovate
qui\’
. Concludo scrivendo che i risultati delle esperienze con ELIOS verranno in seguito pubblicati.Chi fosse interessato all’ acquisto di ERIM puo’ contattarmi all’ indirizzo mail posto nella banda di destra sotto la foto dello strumento.
Costruisco e vendo direttamente anche Elios, chi volesse acquistarlo puo’ contattarmi nella stessa maniera di ERIM.

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