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Archive for the ‘tempi moderni’ Category

Col tempo si impara ,il blog è una piccola ma significativa scuola di vita .Non è che serva scriverci  tutti i giorni, anzi, è quasi deleterio perche’ si finisce con lo sciorinare sempre la solita tiritera. Ma ogni tanto, quando qualcosa da dire ce l’ avete, come la dite al benzinaio, al barbiere, al collega, se non sbadigliano con i lacrimoni agli occhi, la potete dire sul blog. Vi ci affezionerete al vostro blog, piano piano diventera’ parte di voi, i motori di ricerca inizieranno a corteggiarlo, sempre se non ci scrivete boiate. Di solito si inizia cosi’, con un piccolo blog, gratuito, un sottodominio, non dovete pagare niente, trovate un sito che vi ospita, scegliete il nome del blog, la password, il nick name (soprannome). E’ tutto bello, iniziate a scrivere, a muovervi nella pagina di comando, (detta directory). Caricate video, foto, segnalate altri siti ,vi date da fare, fate cose, conoscete gente, vi scrivono messaggi, parolacce, vi fate amici del cuore e nemici giurati. Passano gli anni, il vostro blog oramai è un libro con svariati argomenti,sintetici,interessanti, avete imparato ad usarlo, un botto di visite, amici in tutta Italia, la vostra rubrica del telefono è piena di gente che ha interessi simili ai vostri, la vostra mailing list fa’ invidia al sito miglioriamo.it . Un brutto giorno di settembre, (no, non questo giorno di settembre, un altro dai!) dicevo un brutto giorno aprite la pagina del blog è non c’e’ piu’. Respirate profondo poi provate ad usare un altro programma di ricerca per aprirlo (detto browser ) per esempio siete con Mozzilla Firefox, passate ad Internet Explorer. Niente. Leggero sudore, scrivete una e mail al sito ospitante avvisando dell’ inconveniente, poi pensate ad altro. Passano le ore, Cristoforo! (nel senso della sana imprecazione) il blog è latitante, pure il responsabile al servizio clienti del sito ospitante (detto customer service) lo è. Il panico inizia ad aleggiare nell’ aria, il Mondo è troppo piccolo per voi, la rete un Oceano Indiano dove il vostro blog si è disperso. Il responsabile del servizio clienti scrive una e mail generica, temporeggia, stiamo lavorando per voi. Passa un giorno, quasi due… vi immaginate gli utenti che digitano un post del vostro blog e trovano quella pagina bianca, le visite che crollano. E’ la fine. Ogni anno spariscono in rete decine di migliaia di blog, e non ci si puo’ fare niente, non viene stampata l’ immagine con “missing” sul brick del latte, in breve non gliene freghera’ niente a nessuno, tranne a voi. In particolare se il vostro è un sottodominio e non avete cacciato un soldo, dopo i primi convenevoli e frasi di circostanza scrivere e mail di reclamo al responsabile del dominio sara’ come l’ abbaiare del cane legato. Quindi per non rischiare di trovarvi un bel giorno senza capra ne’ cavoli (voglio sottolineare questa mia improvvisa scelta di passare ad analogie animalesche nelle ultime righe) dovete avere a disposizione una copia del vostro blog. Questa in gergo si chiama backup, e comprende tutti i file che avete caricato nel tempo sul vostro blog, quindi articoli, immagini, in un formato particolare da esportare facilmente e salvare in una cartella sul vostro computer. Con questi dati, che vi dovrete abituare ad aggiornare periodicamente, potrete sia ripristinare i contenuti di un blog scomparso, che passare ad un altra piattaforma, ( per esempio, siete su word press e volete passare a blogger di google ) oppure potrete passare da un sottodominio ,come è il mio blog presente che è sotto il dominio di miglioriamo.it, ed è gratuito, ad un dominio, dove dovrete si’ pagare per avere il blog, ma in cambio avrete la possibilita’ di inserire la pubblicita’ , una scelta grafica piu’ ricca , indirizzi email, risponditore automatico, spazio a volonta’, caratteri della grandezza che dite voi , immagini che non scompaiono ed un sacco di opportunita’ che ora non avete manco idea. E il traffico? Come faccio a recuperare il traffico che il mio blog ha generato ? Se cambio perdero’ le visite che ormai avevo acquisito? La soluzione si chiama redirect, è un servizio a pagamento, gli utenti digitano il post in rete, ed i motori di ricerca li portano al nuovo blog. Bisogna cambiare se stessi per cambiare il blog. P.S. questo post è stato scritto in un periodo in cui il blog non funziona, non si accettano percio’ reclami per punto e a capo, grandezza caratteri, mancanza di link alle fonti,mancanza di immagini e casini vari, a presto prendero’ seri provvedimenti, per ora appoggiatemi in questo porco momento. Per info cercate http://www.wordpress.it/backup.htm

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No, non lo siete di sicuro, ma lui è di nuovo qui’, novello Don Chisciotte della Mancia, pronto a inveire contro
l’ antisistema, da un pulpito di eccezione, essendo di
Italia Uno
pupillo prediletto, in fase inoltrata di lancio, immagino grazie ad un notevole investimento economico, ad un evidente dispendio di energie.
Attirare i giovani, coinvolgerli, farli sentire uniti nella battaglia finale contro i mulini a vento,in un tourbillon di parole a cui fa seguito il nulla assoluto.
Adam Kadmon,l’alieno in braghe di tela che tante preoccupazioni dà alle mamme di ogni dove, che vedono i loro figli immedesimarsi in questo ruolo da Sancho Panza sul fido mulo,con le mosche che ronzano intorno al cervello.
Adam Kadmon, il personaggio dei misteri, lanciato dalla trasmissione Mistero, che rivela cose che dovrebbero essere un mistero, andra’ in onda su una tele pirata? No.
In internet, cambiando la location di trasmissione ogni settimana? No.
Apparira’ con lo sfondo di un telo verde militare , la lancia appoggiata ad una roccia ed il ronzino che bruca li’ vicino? No.
Il misterioso, Adam lo si vedra’ la domenica sera ,su Italia Uno, una rete Mediaset, e verra’ a parlarci di segreti,inganni e antisistema, direttamente da dentro il sistema.
Quando il culto prevale sulla cultura, inizia il fanatismo.

Pino Caruso, Ho dei pensieri che non condivido, 2009

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Pare che cibo e sesso abbiano la stessa localizzazione cerebrale, gli stessi circuiti endocrini, gli stessi ormoni che li controllano, vengono stimolate le stesse molecole del cervello , pertanto sembra che se non soddisfiamo l’ appetito dei sensi, il desiderio si spostera’ sul desiderio di cibo.
Probabilmente a causa della medesima posizione cerebrale , i due piaceri si accompagnano volentieri, e cosi’ fare sesso fa’ venire appetito ed una buona cenetta accende la passione.
Alcuni cibi poi stimolerebbero in maniera particolare l’ attenzione sessuale, cosicchè il pesce, la cucina cinese in generale, e svariati altri alimenti, farebbero da detonatore per spensierati momenti intimi con il partner. L’ esplosione demografica in Cina causata dal riso alla cantonese? Forse.
Si ritiene che in base alle nostre abitudini culinarie si potrebbe indovinare che tipo di amante siamo, fantasioso, bigotto,perverso ecc…se volete sapere quale è il vostro profilo amatorio, dopo avere letto tutto il post, anche eventuali commenti, andate qui\’ e fate il test, non vi uccidera. ‘
Tutto è possibile, anche se a volta la vita presenta risvolti incredibili. Un sabato siamo stati invitati a cena, io e mia moglie, da una coppia di amici in fase di evoluzione. Evoluzione in tutti i sensi, lei cucina molto alternativo per me abituato ad un piatto di ravioli con il parmigiano.
Lui è molto spirituale, da qualche settimana sostiene di trovarsi in una fase di trasformazione totale, mi mostrava infatti che la forma della testa gli sta’ cambiando. Piu’ a punta gli sta’ diventando. La testa.
Il resto no…infatti da qualche mese mi dice che sta’ progressivamente perdendo interesse per il sesso, come Ghandi forse, che a 36 anni rinuncio’ alla pratica sessuale, pur essendo sposato, sostenendo che non gli era piu’ necessaria. Vediamo insieme come ebbi l’ intuito che la moglie non era d’accordo.
Quando siamo arrivati L’Amica aveva addosso un paio di minischorts SCANDALOSI da urlo o segno della croce delle vecchiette agli angoli della strada, una loro pianta (carnivora) arrossiva ogni volta che lei le passava vicino.
Il seno prosperoso a stento veniva controllato da un incredibile reggiseno taglia mongolfiera.
Lui aveva: la barba lunga, la canottiera a costine plurilavaggio, le braghe corte corte, l’ ascella pesante.
La cena era orientale, un misto Cina Giappone molto veramente molto afrodisiaca. Lei dopo la cena lo voleva spakkare tutto.
La mia Signora ed io eravamo guarda caso in uno di quei periodi in cui avremmo preferito guardare la Maria de Filippi che uscire insieme, ma i doveri societari, le abitudini, i bambini che volevano vedere l’ amichetto, ed ecco che avevamo accettato l’ invito con menu’ al buio.
Ma eccolo! Antipasti liberty , cetriolini!! carotine!! pannocchiette!! Il buon giorno in Cina si vede dal mattino.
Il primo ,un trionfo di spaghetti di soya cinesi, fatti uno ad uno da Lei! Con verdurine croccanti e sesamo! Buoni! In sottofondo musica classica orientale, plin plin , plin plon, vino bianco pro-gastrite.
Secondo, piattini piccoli piccoli con dentro minuscoli sushi vegani, come costretti dentro un alga a forma di bicchierino, fatti da lei, il sushi, il bicchierino e pure le bacchettine forse, sfrondando il pesco nell’ orto!
Facevano tenerezza, da prenderli con le bacchettine, lui succhiava chinato lo spaghetto, lei svolazzava fra la cucina e la camera da pranzo, pimpante, servendo pane fresco di kamut e vinello leggero, come una novella Mary Poppins orientale con abbigliamento inusuale,in procinto di scafare definitivamente.
Era tutto buono buono, sarebbe stato anche efficace efficace?
Finita la cenetta, coronata da dolci orientali alla frutta, coppa di frutta fresca e crema di riso , l’ heros di Lei era al top, la pianta carnivora avizzita, rossa e frustrata, mia moglie crollava dal sonno, i bambini schiantati sul divano, io ascoltavo Lui parlare di piramidi e curvatura dello spazio profondo, ascensione spirituale e chiniesologia, antigravita’ e calendario Maja, terremoti Haarp, area 51,spazio fluido o vuoto, Koozyrev , David Wilckock e Stazione Celeste, parla tu che parli sempre tu, immagino che ad un certo punto della notte, Lei sia rimasta l’ unica sveglia nella casa, a lavare i piatti, mentre tutti gli altri russavano in cinese, stanchi morti, con la bocca aperta, sino all’ alba, quando l’ effetto afrodisiaco cessato lascio ‘ il posto ad un alito cinese di denti non lavati la sera prima.
Sullo sfondo di letti non disfatti , Lei si presento’ all’ alba, con una tazza di Sake’, bevanda ALCOOLICA calda quasi bollente, a me la servi’ sopra una tovaglietta di bambu’, a Lui la verso’ direttamente sui pantaloncini, corti corti.
P.S. Pare che Lei abbia anche un blog in rete, si chiama Eco di casa, nel senso cinese di “esco di casa”,    ma io a questo punto  riconosco di essere  troppo bacchettone per andarci a fare un giro ,vi lascio l’ indirizzo, vedete voi…clicca qui\’

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I bambini ci vanno pazzi, regalano sempre dei gadget di una inutilita’ mostruosa da Mc. Donald, che si rompono prima di essere risaliti in macchina.
Gli hamburger si chiamano piu’ o meno tutti mec skifo, mec cicchen, me cojoni, e costano una fucilata, anche se a leggere i cartelloni pubblicitari ce n’e’ sempre uno che costa un euro ma non lo fanno notare.
Impressionanti le casse, dove si fa’ la fila. Ci sono dei robot travestiti da ragazzi/e Donald che prendono le ordinazioni pensando ai Mc.Cavoli loro perche’ la noia è tanta, ad ogni servizio un segnale fa’ tuu…tuu, piu’ indietro altri robot/ragazzi completi di cuffia ricevente con cui acquisiscono gli ordini e cosi’ spalettano patatine fritte fritte ogni volta che parte un segnale che fa’ bip, bop.
La friggitrice ha un pulsante da tirare in caso di incendio ed un suono particolare piu’ o meno ding…ding…che si sente solo quando tutto è apparentemente nella norma. Quindi mai.
Un segnale riing…riing..parte ogni volta che un hamburger va’ in consegna…. Tutti corrono, con il pericolo costante di scontrarsi, bruciarsi, rendersi conto di essere li’. La massima aspirazione per i ragazzi che stanno dietro a preparare è quella di andare davanti alle casse ad avere la noia oppure partecipare ad una trasmissione della De Filippi e lasiare i colleghi con un bel Mc. Cazziloro.
Questa confusione genera un bisogno di rilassatezza immediato che cerchi di ottenere al tavolo “gomito a gomito” che riesci individuare.
Una volta posizionati i vassoi, scartati i gadget dei bambini, verificato che uno non funziona, distribuito le bevande,” no guarda papa’ che funziona”, azzannato il polpettone strabordante, “manca una cannuccia”, aperto il Ketchup, “i tovaglioli sono sempre pochi,” sporcato la maglietta La Coste bianca con la salsa tartara, stai per tirare un sospiro di sollievo quando il tuo bambino, masticando il suo Mc. Canino, perde un dentino.
Basta, il Mc. Donald è un casino.
Mc. Postilla: Vi sono circa 32000 ristoranti Mc. Donald nel mondo , incredibile per il cibo distribuito , l’ azienda occupa circa 400.000 ragazzi/e robot, servono 58 milioni di pazzi che farebbero meglio a comprarsi una pizza, non vi è una statistica ufficiale su quanti denti vengano persi ogni giorno dentro quei caspita di hamburger, in ogni caso sicuramente succede.
Inoltre , cito da Wikipedia, senza correggere la traduzione di Google che cosi’ è piu’ Mc. Simpatico:
McDonald si è difeso in molti casi che coinvolgono i diritti dei lavoratori 2001 l’azienda è stata multata £ 12.400 da magistrati britannici per assunzione illegale e oltre-lavoro lavoro minorile nei suoi ristoranti di Londra. Questo è pensato per essere uno dei più grandi ammende inflitte alle società per le leggi rottura relative alle condizioni di lavoro minorile (R v 2002 EWCA Crim 1094). Nel mese di aprile 2007 a ​​Perth , Western Australia, McDonald si è dichiarato colpevole di cinque accuse relative all’impiego di bambini sotto i 15 anni in uno dei suoi punti vendita ed è stato multato AU $ 8.000.

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Potrebbe nascere un movimento maschile in grado di controbattere al neonato “Se non ora quando?” in procinto di riunirsi a Siena in una location non ancora ben definita ,o meglio piu’ volte cambiata, dimostrando per l’ ennesima volta che il cervello femminile ha sempre una marcia in piu’ di quello maschile ? “Se non ora quando ?” non è una provocazione ! E’ una domanda! Non c’era alcuna certezza sui tempi, e a quanto pare nemmeno sui luoghi esatti dove si terra’ l’ incontro , avrebbe potuto intitolarsi anche ”Se non qui’, dove?” oppure “Se non noi, chi? ”. Oppure tutti e tre i titoli insieme!! Come dicevo  l’ incontro a cui si prevede un affluenza di mille persone o piu’, inizialmente doveva tenersi in piazza Duomo, poi in Santa Maria della Scala, ora nel Prato di Sant’Agostino, un giardino panoramico sui tetti della città. Le date : si pensa di vedersi il 9 e 10 luglio, ma senza impegni, se ci sono i saldi nella vostra zona e avete adocchiato il sandalo giusto, fatelo sapere al comitato che magari si sposta ,via! Per farla breve, questo movimento femminile è nato dopo le manifestazioni organizzate in seguito al caso Ruby, l’ unica vicenda che ha visto coinvolto Berlusconi in cui molti rappresentanti della sinistra non si sono sentiti di dargli contro, e si ripromette diiiiiiiiii…discutere e confrontarsi sulle problematiche femminiliiiiiii…e parlare male dei maschi, generalizzando parecchio. L’ incontro che si terra’ a Siena in particolare avra’ i seguenti argomenti:il corpo delle donne e la sua rappresentazione, il lavoro, la maternità. Ora è chiaro che un movimento del genere al maschile non è ipotizzabile, perche’ l’ imput per formarlo dovrebbe essere rappresentato dall’ abuso di potere da parte di una rappresentante di sesso femminile, e le donne notoriamente usano altri mezzucci per tenere l’ uomo in pugno. Inoltre ci sono tutta una serie di differenze fra uomini e donne che solo in minima parte possono essere sintetizzate nel titolo di questo post e nelle due radiografie che lo accompagnano,me ne rendo conto ,ma approfondiro’…magari domani.

 

 

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Da sempre ho la ADSL di legno. Eppure quando me la hanno venduta aveva tutte le caratteristiche, ed i costi, di una Signora ADSL.
Mi hanno dato delle verbali garanzie : la prenda, Signore, benvenuto, digiti uno , poi digiti due, poi digiti tre.
Dai , la prendo, prendo Tiscali, con questi operatori dall’ accento sardo, caparbi, disposti a tutto pur di fiondarti il loro prodotto.
Una volta collegata mi accorsi che la linea ADSL Tiscali faceva pena, se non navigavi alle due di notte non riuscivi a scaricare un minimo di video da You Tube, anzi, il computer quando leggeva la pagina broadcast yourself, vomitava. Non era un muletto sardo, al massimo una pecora.
Tiscali ti dava due modalita’ di entrare in contatto con i loro operatori, o usavi un sistema gratuito che ti rimpallava per un oretta per poi lasciarti solo davanti al tuo computer, oppure ti affittavi un tecnico che al telefono ti faceva delle domande del tipo: il modem è collegato? Il computer è acceso? La linea del telefono è attiva?
Una volta che me le fecero girare di brutto chiesi il
codice di migrazione, volevo andarmene sbattendo la porta. Solo allora spunto’ fuori un tecnico valido (pare ce ne sia uno solo in tutta Italia, che le compagnie si prestano amabilmente, una specie di gallina dalle uova d’oro).
In cinque minuti mi sistemo’ la linea, che da quel momento inizio’ a volare a quasi due mega! Piciu, ma paghi per sette mega! Sbatto i maroni, due va’ benone, quando non sei mai riuscito prima a viaggiare oltre lo 0,5 .
Segui’ un periodo idilliaco, dove io pagavo, e Tiscali in cambio mi dava qualcosa, non tanto, un qualcosa. Ah, meraviglioso, io arrivavo a casa, accendevo il pc, e dopo un pochino di attesa, potevo quasi usarlo. Ma il sogno fini’ presto. Dopo un annetto la mia ADSL Tiscali, riprese ad essere penosa, lenta come una pecora in salita, si interrompeva, non tornava, belava, moriva.
Per testare la velocita’ ADSL Tiscali Bidone ADSL offre un ulteriore servizio sul suo sito, la ormai famosa in tutto il mondo “Tiscali speed test” che ti misura la lentezza del servizio. Peccato che è cosi’ lento come servizio , che ogni volta che cerchi di caricare la pagina cade la linea, ed in tutto il mondo si narra che solo tre persone siano riuscite a vedere la pagina dello speed test Tiscali, Giuseppe Materazzi, la Buonanima del Presidente Cossiga, Elisabetta Canalis. Mi ritorno’ il birlo di fuggire, frenato solo dal fatto che miei conoscenti dicevano peste e corna anche di altre compagnie.
Ce n’era una sola che pareva portare la luce, l’azienda telefonica senza macchia e senza paura: la mitica Fast Web, l’ unica compagnia che si fosse dotata di fibra ottica, con gli utenti sorridenti che si alzavano la mattina con la voglia di fare, produrre, realizzare, coadiuvati da un provider che dava quello che prometteva, scaricando (legalmente) film musica e quant’altro a velocita’ da sogno, il giorno che telefono’ non potetti resistere.
Da adesso attenti bene a quante volte e quando scrivo “mi dissero che’”. Mi dissero, con ENTUSIASMO, che la fibra ottica era arrivata nella mia zona : digiti uno (quando ti dicono che la fibra ottica è arrivata nella tua zona puo’ anche darsi che dicano il vero, ma non è detto che sia arrivata al paesello , al quartiere, alla via dove abiti tu).
Mi dissero che con la fibra ottica si viaggia a sette mega minimo garantito : digiti due (ecco appunto, ma con la fibra ottica,se invece in effetti la fibra ottica non te la danno, Fast Web affitta le linee di Telecom, e secondo te perche’ Fast Web dovrebbe andare piu’ veloce di Telecom?)
Mi dissero che era semplice, veloce, indolore, con Tiscali Bidone parlavano loro. Anzi, gliene dicevano quattro . Sorriso. Seguono osservazioni su semplice, veloce, indolore :
dopo i primi accordi mi fecero fare una registrazione telefonica del mio assenso, rimanemmo d’ accordo che mi avrebbero ricontattato. Digiti tre.
L’ indomani mi chiamo’ un altro operatore, mentre ero ad una importante riunione di lavoro, mi chiese conferma di tutti i dati ed io glieli rispiattellai imbarazzato davanti ad altre cinque persone. Mi dissero che sarei stato ricontattato.
Lo fecero dopo due giorni, mentre ero al bagno, mi richiesero gli stessi dati, in maniera gentile, gli stessi, identici dati, non formule segrete per costruire una macchina del tempo, la ricontatteremo, mi dissero.
Mi chiamarono mentre facevo l’ amore con mia moglie, una operatrice gentile mi chiese di ricontrollare i dati, ero sicuro che io ero io? Poi il codice d’accesso, la password, io ero un po’ confuso, non la sapevo la password in quel momento, che faccio rinuncio?
Mi chiamarono ancora, non ce la feci piu’ a stare zitto: ”Quante ca..spita di volte mi chiamate per concordare la istallazione di una cavolaccio di linea telefonica? Quanti cappero siete dall’ altra parte del telefono a cui dobbiamo dare da mangiare? Basta una volta!!!!!!!!” Silenzio, l’ operatrice dall’ altra parte tiro’ un sospiro, con la mia vista bionica colsi la sua espressione di compatimento, poi mi disse che purtroppo questa era la procedura, in maniera da fare andare le cose per il meglio, in maniera che DOPO io non avrei avuto manco un intoppo, manco un pelucco avrebbe piu’ intasato il mio obbiettivo,che in futuro avrebbero cercato di disturbarmi il meno possibile.
Mi richiamarono l’ indomani mattina, mentre ero in macchina, distratto risposi mentre ero alla guida, e un vigile gentile mi fermo’ e mi appioppo’ una bella multa. Volevano la conferma del mio numero di telefono cellulare.
Quella notte ebbi un incubo, mi vidi mentre facevo le moine alla mia Signora e che questa ad un certo punto mi disse che per fare l’ amore dovevo esibire la password segreta.
Il giorno dopo arrivo’ il contratto Fast Web, bustone gigante dentro la buca delle lettere da leggere BENE e rinviare controfirmato. C’era un “pelucco” in quel contratto. Un maledetto pelucco che tutte le telefoniste di call center gentili ma frettolose non avevano spazzolato. Dentro c’era scritto che stavo sottoscrivendo un contratto per una linea whole sale, e non fibra.
Whole sale è un elegante termine tecnico inglese per dire che fast web dove non è arrivata con la fibra ottica affitta le linee della Telecom, come fanno Tiscali Bidone ADSL, Infostrada, ecc.. ecc..La casellina “fibra” nel contratto non era barrata.
Affittare le linee della Telecom vuol dire che anche la Princess Fast Web a casa ci arriva come ci puo’ arrivare, ne piu’ ne meno veloce di TUTTE le altre compagnie, magari facendoti pagare anche qualche euro in piu’ (che avresti scucito volentieri per potere navigare in pace, ma che non ha senso se non ti cambia la velocita’) .
Chiamo’ un’altra operatrice e fast web, che da ora scrivo tutto in minuscolo, chiamo‘ mica per qualcosa, voleva sapere se io ero io, la informai del fatto che sul contratto c’era quel pelucco, che io che ero io, non volevo darle la password e che non volevo la linea whole sale visto che il primo operatore mi aveva assicurato la fibra ottica e sette mega minimo garantito.
L’ operatrice si rese conto (forse che ero un rompicoglioni) e mi consiglio’ di disdire l’ istallazione chiamando il 192 193 gratuito da numero fisso. Se avete il numero fisso chiamate il 192 193 e fatevele ste’ due risate , in sequenza le risposte sono le seguenti. Buongiorno risponde il servizio clienti di Fast Web, digiti uno se chiama da rete mobile, digiti due se chiama da rete fissa.2. Se in attesa di definire un contratto con la nostra azienda digiti 3. Digito 3.Se ha gia’ sottoscritto un contratto con la nostra azienda digiti uno, se invece vuole informazioni sui contratti o sulle offerte di telefonia la invitiamo a contattare il numero 192 192 gratuito da rete fissa. Chiamo il 192 192. La risposta registrata è la seguente:”Gentile cliente, se vuole ricevere informazioni sui contratti di telefonia fissa o mobile, la invitiamo a contattare il 192 193,gratuito da rete fissa. Clic.
Lasciai perdere la disdetta, non avevo firmato nulla e poi ero certo che fast web si sarebbe fatta risentire. Capito’, che strano, il giorno seguente, dissi alla telefonista che sono un giornalista, che avrei scritto un post sulla mia avventura in fast web. Mi passo’ un suo superiore. Questi ammise che la fibra ottica nella mia zona non c’e’, che probabilmente non ci sara’ mai, che chiunque prometta fanfaluche del tipo 20 mega spara solo cavolate, che TUTTI I PROVIDER SI APPOGGIANO A TELECOM, E QUINDI NON POSSONO ANDARE PIU’ VELOCI DI TELECOM TRANNE LA FIBRA OTTICA DI FAST WEB CHE C’E’ SOLO NELLE GRANDI CITTA’, E NON IN TUTTI I QUARTIERI.
Quindi, a parita’ di servizio ne deduco io,conta solo l’efficienza.
C’e’ una cosa sola che non puo’ essere restituita, e questa cosa si chiama TEMPO. L’ uso di risponditori automatici , telefoniste di call center frettolose, spam via email ed ogni sorta di tecnologia atta a rubare il tempo, andrebbe regolamentata con apposite leggi, e in caso di abuso, punita. Dietro l’ apparente dimostrazione di velocita’, efficienza , spesso si nascondono l’ imbroglio sottile, tollerato, quei piccoli abusi su cui si chiude un occhio, che meriterebbero una piu’ alta attenzione.
Fra le tecnologie assolutamente da adottare, deve essere messa a punto quella che se io non voglio piu’ ricevere telefonate di proposta per servizi telefonici, possa aggiungere questa opzione nei contratti, dal mio apparecchio, all’ arrivo della telefonata, cancellare per sempre questi disturbatori della quiete pubblica sara’ facile, digito 1, digito 2, digito 3, e quella compagnia non potra’ mai piu’ venire a belare a casa tua.
Varrebbe la pena di farci un referendum.

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